La Mission
Ho sempre affermato che ad aver scelto lo yoga non sono stata io, ma è stato lui a scegliere me.

Mi ha travolto, trascinato, cambiato nel profondo, riuscendo a stravolgere completamente la mia realtà. Nello yoga ho trovato il mio rifugio, la mia espressione, la mia calma, la mia dimensione, la mia guida….e perché tenere tutto questo solo per me?

L’idea di aprire un centro yoga è stata improvvisa, non pensata, ma sentita nel cuore, un vero e proprio slancio. La voglia di poter coinvolgere altra gente, di poter “passare” la bellezza dello yoga, di condividerla e viverla insieme. Condividerne la forza, la gioia e di poterne fare uno strumento di benessere e di cambiamento, non solo per me, ma anche per gli altri, per tutti.

Per fare questo avevo bisogno di creare un luogo accogliente, un luogo che potesse accogliere e abbracciare una grande famiglia, quella che oggi è “Isvara Pranidhana“.

Geny Fiera

Il Centro Yoga
Situato in un posto tranquillo, con possibilità di parcheggio, a due passi dalla stazione ferroviaria, é facile da raggiungere anche in treno dai paesi limitrofi.
Ha un’ampia sala a disposizione, luminosa e attrezzata.
Nasce con l’intento di essere un luogo in cui poter ritrovare la propria armonia psico-fisica.

 

Vivere il Centro Yoga, giorno dopo giorno 

“Senza disciplina non possiamo divenire liberi, né può esistere libertà nel mondo senza disciplina. Solo la disciplina porta la vera libertà. […] Questo è il motivo per cui lo yoga inizia con un codice di condotta” (B.K.S. Iyengar)

Queste parole di B.K.S. Iyengar sono davvero preziose, e non solo per chi mette piede sul tappetino da yoga.

È per questo motivo che nella nostra pratica yoga e nel nostro Centro un codice di condotta è il primo strumento con cui costruire tutti insieme la nostra serenità e il nostro cammino: in sala, nelle ore di pratica sul tappetino, giorno dopo giorno.

Il codice di condotta della filosofia yoga, illustrato negli Yoga Sutra di Patañjali comprende Yama e Niyama, principi di comportamento nei confronti del mondo esterno e di noi stessi.  Non si tratta di regole astratte lontane da noi, ma di principi etici e morali da sperimentare nella vita di ogni giorno, per il benessere personale e collettivo, e utili soprattutto per chi come noi vive insieme un cammino verso l’unione di corpo, mente, anima  che è yoga.

Il regolamento del nostro centro, così come la sua filosofia, trae ispirazione in particolare dal primo di questi principi: AHIṀSĀ, la non violenza, fondamentale per vivere serenamente la pratica giorno dopo giorno. Non violenza intesa come basilare rispetto, per se stessi, per il proprio corpo (con tutti i suoi limiti e le sue necessità) per i luoghi, per il maestro, per i compagni di pratica.

Ecco quindi che nel nostro centro si considera fondamentale:
Rispetto per se stessi, senza forzare le posizioni: praticare yoga non significa essere contorsionisti o equilibristi, ma vivere la pratica nella consapevolezza del corpo, imparando dunque a fermarci e non forzare le posizioni a tutti i costi; è fondamentale quindi ascoltare il nostro corpo, senza farci condizionare dagli altri e senza considerare i nostri compagni di pratica come metro di paragone per noi stessi. Negli Yoga Sutra si dice che un asana deve possedere sthira (stabilità) e sukha (comodità) (Yoga Sutra46): così la nostra pratica può far evolvere il nostro cammino, senza violenza (ahiṁsā) né forzature , nella comodità e nell’ascolto della verità (satya) espressa del corpo.

Rispetto degli orari: per poter vivere al meglio la pratica, tutti assieme, è importante rispettare gli orari delle lezioni, cercando di essere il più possibile puntuali e di comunicare eventuali ritardi. Il rilassamento di centratura iniziale con canto della sillaba sacra OM non è un’introduzione alla lezione: è l’inizio stesso e parte fondamentale della pratica. Nel caso in cui si arrivi in ritardo, a porte già chiuse, si dovrà avere la pazienza di attendere la fine della ripetizione dell’OM per suonare il campanello ed entrare in classe.

Concentrazione attraverso il Silenzio: Entrare in contatto con noi stessi e cercare la nostra centratura è impossibile senza silenzio: silenzio nella mente, così come nell’ambiente esterno. Cerchiamo quindi di tenere un tono di voce basso all’interno del centro, così come nel corso delle lezioni, e di vivere il silenzio come alleato importante per entrare in ascolto del nostro respiro.

Rispetto per i luoghi: tutti noi soci, insieme, siamo l’anima del nostro centro yoga. Siamo quindi tutti coinvolti nella “creazione” attiva del centro, giorno dopo giorno, e nella cura della sala e degli ambienti: ecco perché è fondamentale impegnarsi per ricollocare con ordine, dopo la pratica, le attrezzature utilizzate, per arrotolare i tappetini con la stessa cura usata dai compagni nell’ora precedente e che ci ha permesso di trovarli in ordine al nostro arrivo, per rispettare tutti gli ambienti.

Rispetto del maestro e dei compagni di pratica: rispettare noi stessi significa anche rispettare i nostri compagni di pratica e il maestro. Così come il maestro si impegna giorno dopo giorno per studiare lezioni e percorsi di pratica per gli allievi, per creare un ambiente pulito e sereno, classi omogenee che possano lavorare bene, è necessario che chi pratica mostri la stessa cura per il centro, per le attività, per il lavoro del maestro stesso. Ecco perché è necessario cercare di rispettare gli orari delle lezioni, le tempistiche e modalità di registrazione per le iscrizioni ai seminari e per gli abbonamenti, cercare per quanto possibile di comunicare eventuali assenze. Per un’organizzazione ottimale delle classi, e per rispettare le necessità e i bisogni dei singoli gruppi di praticanti, non è purtroppo possibile effettuare recuperi: sarà l’insegnante a comunicare di volta in volta ai praticanti eventuali deroghe a questo principio, in base a situazioni particolari.

Pratica a piedi scalzi: la pratica avviene scalzi. Per questo motivo i praticanti sono invitati a togliersi le scarpe al loro arrivo, e depositarle nell’apposita scarpiera. In particolare nelle giornate piovose, per la pulizia e l’igiene del centro è raccomandabile pulire bene le scarpe subito, sul tappeto presente all’ingresso, e quindi toglierle.

Studio di sé: praticando yoga apriamoci all’ascolto. Cerchiamo di restare sempre presenti e consapevoli, in ascolto, durante la pratica: studiamo e cerchiamo noi stessi (Svādhyāya).

Īśvara-praṇidhana: è questo l’ultimo dei niyama dello yoga, nonché il nome del nostro Centro. In conclusione del Regolamento poniamo dunque questo come un auspicio: praticando lo yoga apriamo la mente e il cuore, e abbandoniamoci al Divino.

Buon anno e buona pratica!

Insegnanti
Geny Fiera

Geny Fiera

HATHA YOGA, YOGAPOSTURALE, YOGA PER BAMBINI

Geny Fiera

Geny Fiera

HATHA YOGA, YOGAPOSTURALE, YOGA PER BAMBINI

Fondatrice e presidente del Centro Yoga Isvara Pranidhana è insegnante certificata di Hatha yoga e yoga per bambini metodo Balyayoga. All’interno del centro conduce i corsi di Hatha Yoga, Yoga posturale e Yoga per Bambini. Effettua Trattamenti Shiatsu.