Lo yoga che fa bene al cuore

Riflesso asana

Fonte immagine: Pixabay

Non solo asana

Il corpo lo sa.
Sono tanti i doni che riceviamo, praticando le posizioni yoga: ritroviamo il nostro personale allineamento, equilibrio, allungamento.

Ed il corpo, dal canto suo, impara in fretta, ha memoria e un’intelligenza evolutissima che gli permette di prendere sempre più facilmente tante “forme” diverse sul tappetino: arco, ponte, pesce, montagna, il dio Shiva, e di sentire su di sé il lavoro di ciascuna.

Eppure quando pratichiamo c’è qualcos’altro, qualcosa che percepiamo e che va al di là del corpo fisico; qualcosa che non siamo subito in grado di definire.

Ma c’è, sempre presente.

E piano piano nella pratica, questo qualcosa si fa riconoscere sempre meglio, con il suo dono nuovo: la sensazione che ogni asana è in realtà una perla in una collana molto più lunga, un passo del cammino per entrare più in profondità e trovare qualcosa in più: la riscoperta e la consapevolezza, anche dentro di noi, di quell’equilibrio, benessere e distensione percepiti dal corpo.

La consapevolezza del respiro

Per portare dentro di noi questa consapevolezza non occorre certo portarsi in verticale sulla testa, o contorcersi come equilibristi sul tappetino, o inarcarsi in un ponte che tocchi il cielo.

Non è questo l’obiettivo della pratica.

Non c’è esibizionismo, nello yoga, né un traguardo da raggiungere, o men che meno qualcun altro o qualcosa con cui paragonarci.

Per sentire il benessere dello yoga, nel cuore e all’anima, non dobbiamo fare altro che restare in noi stessi, consapevoli e “presenti” durante la pratica attraverso il flusso del respiro; così che non sia solo il nostro corpo a praticare ma tutto il nostro essere, integro e unito, nel momento presente e nel rispetto per le capacità, necessità e inclinazioni del corpo.

Concentrarci sul respiro e fare attenzione al suo movimento sottile, entrare nel suo fluire, ci porta infatti appieno a vivere lo yoga nel momento presente.

E allora lo sentiamo subito, la pratica diventa qualcosa di molto più profondo del riprodurre una forma, o del fare esercizi di estensione o allungamento.

Quella forma, quell’allungamento, quell’asana, attraverso il respiro non sono più solo pratica fisica, ma acquistano significato, ci riportano in connessione con qualcosa di più profondo, che sentiamo dentro e fuori di noi, ad ogni inspirazione ed espirazione.

Ed allora non prendiamo la forma dell’albero, dell’arco, della montagna: semplicemente respirando nell’asana siamo in noi, ed in noi siamo albero, arco, montagna.

Sempre più Uniti e sempre più “a casa”, ad ogni inspirazione ed espirazione.

Tutto in Uno e Uno in tutto

In questo ritmico fluire del respiro possiamo dunque riconnetterci con noi stessi in Unione con il Tutto, in unione con l’Amore che respira assieme a noi: qui ed ora, ovunque e sempre.

E allora Tutto è Uno, Tutto è amore, tutto è yoga.


Categories: Filosofia Yoga

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