In espansione sull’acqua: la posizione del mezzo ponte

ponte

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In sanscrito, la posizione del mezzo ponte è detta setubandha sarvangasana, posizione yoga del “ponte legato, che coinvolge tutto il corpo” (Setu = ponte; Bandha = legato; Sarvanga = tutto il corpo; Asana = posizione).

Praticandola infatti, come un ponte mettiamo in contatto due rive, piedi da un lato e testa dall’altro, portando il corpo verso l’alto e mantenendo le braccia come corde legate di un ponte sospeso, per tenerlo saldo e stabile.
E come un ponte, creiamo non solo l’unione fra due rive, ma relazione ed equilibrio fra la terra, su cui ci sosteniamo, l’acqua, che lasciamo scorrere sotto di noi, e soprattutto l’aria, verso cui il ponte si innalza, inarcandosi verso l’alto.
Ma vediamo insieme come praticare questo asana.

Posizione del mezzo ponte: come si fa

  1. Mettiamoci distesi supini, con le ginocchia piegate, i piedi alla larghezza delle anche, portati leggermente

    verso i glutei. Le braccia sono distese al pavimento, con i palmi verso il basso.

  2. Mantenendo ben saldi i piedi al pavimento, inspirando saliamo verso l’alto prima con il bacino, poi con il busto, infine con il torace. Possiamo adesso intrecciare le mani. Restiamo in questa posizione per alcuni respiri, portando lo sguardo verso il centro del petto.
  3. Infine sciogliamo la posizione, espirando, scendendo lentamente vertebra dopo vertebra prima con il torace, poi con il busto, infine con il bacino, che sarà rimasto sempre in retroversione.
asana mezzo ponte

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Una volta discesi, potremo effettuare una controposizione che compensi l’inarcamento e allo stesso tempo ci porti in ascolto. Possiamo quindi portarci con le ginocchia al petto, le mani intrecciate sulle ginocchia con i gomiti larghi, così da conservare l’espansione del torace.

Ascoltare la voce del cuore

Praticando la posizione del mezzo ponte, in espansione, diventiamo ponte noi stessi: stabili e radicati, possiamo così lasciar libere di fluire le emozioni, come un fiume che scorrere sotto di noi, senza che turbi il nostro equilibrio, e concentrare tutta la ferma stabilità del nostro corpo per sostenere l’espansione del cuore e permettergli di aprirsi, di diventare ponte, di riconnetterci e diventare noi stessi Amore ed Unione.
E con il cuore in espansione verso l’alto, e lo sguardo rivolto al petto, possiamo ascoltare la sua verità, aprirci a pronunciarla, metterci in viaggio per seguirla.


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