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In sanscrito, la posizione del mezzo ponte è detta setubandha sarvangasana, posizione yoga del “ponte legato, che coinvolge tutto il corpo” (Setu = ponte; Bandha = legato; Sarvanga = tutto il corpo; Asana = posizione).
Praticandola infatti, come un ponte mettiamo in contatto due rive, piedi da un lato e testa dall’altro, portando il corpo verso l’alto e mantenendo le braccia come corde legate di un ponte sospeso, per tenerlo saldo e stabile.
E come un ponte, creiamo non solo l’unione fra due rive, ma relazione ed equilibrio fra la terra, su cui ci sosteniamo, l’acqua, che lasciamo scorrere sotto di noi, e soprattutto l’aria, verso cui il ponte si innalza, inarcandosi verso l’alto.
Ma vediamo insieme come praticare questo asana.
verso i glutei. Le braccia sono distese al pavimento, con i palmi verso il basso.

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Una volta discesi, potremo effettuare una controposizione che compensi l’inarcamento e allo stesso tempo ci porti in ascolto. Possiamo quindi portarci con le ginocchia al petto, le mani intrecciate sulle ginocchia con i gomiti larghi, così da conservare l’espansione del torace.
Praticando la posizione del mezzo ponte, in espansione, diventiamo ponte noi stessi: stabili e radicati, possiamo così lasciar libere di fluire le emozioni, come un fiume che scorrere sotto di noi, senza che turbi il nostro equilibrio, e concentrare tutta la ferma stabilità del nostro corpo per sostenere l’espansione del cuore e permettergli di aprirsi, di diventare ponte, di riconnetterci e diventare noi stessi Amore ed Unione.
E con il cuore in espansione verso l’alto, e lo sguardo rivolto al petto, possiamo ascoltare la sua verità, aprirci a pronunciarla, metterci in viaggio per seguirla.